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Nel perimetro del Web rappresenta la prima fonte di traffico organico per un’azienda, ovvero di traffico non a pagamento. La scrittura periodica di contenuti sul proprio sito desta l’attenzione degli algoritmi. Il punto è però comprendere quali tematiche scegliere e come esporle. Nelle prossime righe osserveremo le strategie utili a trasformare il blog aziendale in un’arma vincente per il tuo business.
Che cosa significa blog?
Partiamo dall’etimologia della parola “blog”. La sua storia rimanda indietro le lancette del tempo addirittura al XVII secolo. Il termine nasce dalla contrazione di “weblog”, una parola che si compone a sua volta da due termini distinti, ovvero “web” e “log”. Il primo ovviamente è l’abbreviazione di World Wide Web (il nostro amato internet), mentre il secondo fa riferimento a logbook, il tradizionale diario di bordo che nei secoli scorsi i marinai utilizzavano per annotare le rotte e tutto ciò che accadeva durante la navigazione.
Nel 1997 il programmatore Jorn Berger (fu lui a coniare il termine “weblog”) pubblicò il primo articolo di un blog della storia. L’idea era molto semplice e resta intatta ancora oggi: pubblicare dei contenuti che potessero essere utili per i “naviganti” della rete digitale.
Nell 1999, poi, il designer Peter Merholz, decise di ironizzare sulla parola “Weblog” sul proprio sito: la divise graficamente trasformandolo in “we blog”, che tradotto significa “noi scriviamo sul web”. Da questo “scherzo” nacque la forma contratta di “blog”, che viene ancora oggi comunemente utilizzata.
A che cosa serve un blog aziendale?
Perché ogni brand dovrebbe sfruttare le potenzialità del blog aziendale? Come già accennato, i contenuti online permettono di aumentare in maniera esponenziale la visibilità sui motori di ricerca. Gli algoritmi scannerizzano continuamente le pagine sul web e quelle che rispecchiano determinati parametri vengono indicizzate, ovvero vengono mostrate tra i risultati che ci appaiono sullo schermo ogni qualvolta che effettuiamo una ricerca online.
I contenuti pubblicati hanno lo scopo di fornire agli utenti del web risposte a tutti quei dubbi che li spingono a digitare una domanda sulle proprie tastiere. Un articolo postato dal nostro brand in grado di soddisfare un determinato intento di ricerca, può facilmente trasformarsi in un contatto commerciale qualificato.
Un portale aziendale arricchito di approfondimenti semplifica il percorso di valutazione di un utente e lo stimola a chiedere maggiori informazioni sui beni o i servizi offerti. A dimostrare tutto ciò ci pensano i dati: numerose ricerche evidenziano come i brand dotati di un blog aziendale generino mensilmente un maggior numero di lead in confronto ai competitors che si limitano ad avere un sito vetrina.
Il blog aziendale non serve solo a generare nuovi contatti, ma anche a consolidare la reputazione del brand. Offrire risposte strutturate ed esaustive agli utenti consente di posizionare il marchio sul web come un’autorità del proprio settore.
Inoltre, i contenuti editoriali pubblicati sul proprio sito, risultano essenziali anche per emergere tra i risultati delle varie intelligenze artificiali. I diversi LLM, come ChatGpt e Claude, vengono allenati e addestrati proprio sui miliardi di articoli e post che popolano il web.
Di quali argomenti parlare su un blog aziendale?
Qualche paragrafo più su, quando parlavamo della storia del blog, abbiamo affermato che la finalità del pioniere Jorn Berger era produrre contenuti che fossero utili per gli utenti del Web. L’essenza di un blog è ancora oggi la medesima.
Di conseguenza, questo spazio online non deve ospitare contenuti promozionali pensati per esaltare le caratteristiche dei beni e servizi offerti. E allora quali sono le tematiche più adatte per un blog aziendale?
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Approfondimenti di settore: i contenuti che analizzano gli andamenti e le novità di un settore offrono agli utenti del Web una bussola per orientarsi e consolidano l’autorevolezza dell’azienda.
- Guide pratiche e tutorial: quelle che un tempo erano le enciclopedie ora sono state sostituite del Web. Gli utenti cercano risposte ai dubbi che interessano la propria quotidianità. Le guide e i tutorial sono il metodo migliore per offrire delle soluzioni in maniera accessibile e per attrarre traffico profilato.
- Interviste a esperti. L’autorevolezza sul web si costruisce anche attraverso la Thought Leadership. Di conseguenza, dare spazio agli esperti del settore attraverso delle interviste accresce la reputazione e la visibilità del proprio progetto editoriale.
Come strutturare un blog editoriale?
Passiamo ora agli aspetti più tecnici. I contenuti editoriali vanno scritti applicando una strategia SEO, che significa letteralmente Search Engine Optimization. In sostanza, ogni articolo deve essere ottimizzato, ovvero avere una struttura che possa essere facilmente interpretata e indicizzata dagli algoritmi.
Il punto di partenza di una strategia SEO è l’analisi degli intenti di ricerca sul Web che viene effettuata con appositi strumenti, come ad esempio Google Trends, SemRush e SeoZoom.
Dopodiché, si passa alla scrittura vera e propria. Tra le regole per la redazione dei contenuti di un blog aziendale troviamo:
- utilizzare un linguaggio semplice e accessibile senza perdersi in periodi troppo lunghi e frasi ridondanti;
- suddividere gli articoli in sezioni. Ognuna di essa spiegherà un aspetto dell’argomento trattato;
- impostare una gerarchia dei titoli.
Oltre alla scrittura, in una strategia SEO vanno considerati tutti quegli elementi tecnici che stanno dietro un sito web e che i consulenti chiamano metadati. Tra questi c’è ad esempio:
- l’ottimizzazione degli url, gli indirizzi che caratterizzano ogni sito;
- l’ottimizzazione delle description, un riassunto di pochi caratteri inserito nel codice della pagina che “spiega” all’algoritmo il contenuto;
- la revisione dei dati strutturati, ovvero delle “etichette” presenti sempre nel codice del sito che facilitano la scansione delle pagine da parte degli algoritmi.
Un altro aspetto importante è il linking interno. In cosa consiste? Dentro il testo si creano dei riferimenti ad altre tematiche già trattate sul blog e si inseriscono dei link che rimandano proprio a queste pagine. Così facendo, l’utente può scoprire altre sezioni del sito, acquisire familiarità con esso e chissà, considerarlo prima o poi un punto di riferimento per le proprie ricerche web. Da semplice lettore potrebbe anche trasformarsi in un cliente.
Cosa fare dopo la pubblicazione di un articolo?
Il lavoro editoriale non si conclude con la messa online dell’articolo. Una gestione professionale del blog aziendale impone una cura costante nel tempo, che prevede la revisione periodica e l’aggiornamento dei vecchi contenuti.
Inoltre, la diffusione dei pezzi non deve limitarsi al sito web: è possibile mettere in atto una vera e propria una strategia multicanale finalizzata a creare un ecosistema digitale. Infatti, ognuno di noi, può entrare in contatto con un brand attraverso numerosi touchpoint. Questi devono in qualche modo connettersi tra loro per ampliare le potenzialità del messaggio.
Così, un articolo di un blog aziendale potrebbe essere declinato nelle forme e nei linguaggi dei social. Al tempo stesso potrebbe diventare l’oggetto di una newsletter che porti ad approfondire la tematica trattata direttamente sul sito e funga da esca per ottenere un nuovo lead.



