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Si tratta di un insieme di tecniche commerciali e di comunicazione applicate al cosiddetto food & beverage. Nelle prossime righe osserveremo da vicino come articolare al meglio tali strategie utili a trasformare un semplice alimento in un’esperienza di gusto e sapori.
Che cos’è il food marketing?
Partiamo provando a fornire una definizione di food marketing. È una disciplina che abbraccia una serie di iniziative volte alla valorizzazione, divulgazione e commercializzazione delle specialità alimentari e del settore beverage.
Il food marketing ha subito una profonda trasformazione nel tempo. Una volta la comunicazione sul cibo faceva leva esclusivamente sulla qualità e sulla convenienza economica: oggi l’obiettivo è diventato vendere al consumatore una vera e propria esperienza sensoriale, ma anche una condivisione di valori..
La vecchia logica dell’acquisto d’impulso stimolato dallo spot pubblicitario riprodotto su larga scala è ormai superata. Il consumatore per scegliere un determinato genere alimentare necessita di una sollecitazione sensoriale attraverso una narrazione coinvolgente. genuina e trasparente.
Il cibo non si vende semplicemente perché rappresenta un bene di prima necessità: è essenziale stabilire un legame affettivo solido tra il brand e le persone. Per riuscire in questo intento bisogna tener conto delle priorità del pubblico. Quali sono i valori a cui presta attenzione il consumatore moderno? Facciamo alcuni esempi, ma la lista non può essere esaustiva e ogni singolo caso va considerato a sé.
Sostenibilità
I consumatori scrutano con attenzione l’impegno del brand verso la tutela ambientale: prestano attenzione a dettagli come l’utilizzo di imballi ecologici e soprattutto la tracciabilità della filiera e delle materie prime utilizzate.
Salute e benessere
La crescente attenzione verso uno stile di vita sano ha incrementato in modo esponenziale la richiesta di ingredienti naturali, biologici, a filiera corta e poco processati. Allo stesso modo negli ultimi anni è cresciuta enormemente la richiesta di alimenti pensati per persone con intolleranze e esigenze specifiche, come ad esempio i celiaci.
Artigianalità
La connessione del prodotto con il territorio e la sua storia rappresenta ormai una leva dal valore inestimabile. Saper raccontare la tostatura artigianale di una selezione di caffè o la stagionatura controllata di un formaggio permette al cliente di cogliere il valore intrinseco dell’alimento offerto. La corretta narrazione della tradizione e dell’artigianalità celate dietro al prodotto predispone il consumatore anche a spendere di più pur di assicurarsi una vera e propria eccellenza gastronomica.
Quali sono gli strumenti del food marketing?
Gli strumenti a disposizione del food marketing sono diversi. Prima di entrare nel dettaglio, è però importante sottolineare che nessuno di essi agisce come una leva isolata: ogni strumento opera all’interno di una strategia generale e costituisce un tassello indispensabile per convertire la semplice curiosità verso un prodotto alimentare in una relazione di fiducia solida e duratura.
Packaging design
Il primo elemento che attrae un consumatore tra le corsie di un supermercato è il packaging. Il suo obiettivo è catturare in pochi secondi l’attenzione di chi osserva. Per distinguersi dai concorrenti la confezione deve saper esprimere tutta la personalità del marchio.
Inoltre, la scelta di carte riciclate, così come flaconi trasparenti per mostrare la freschezza degli ingredienti o l’utilizzo di un’etichetta capace di rimandare alla tradizione, rappresentano tutti elementi utili per trasmettere al consumatore i valori aziendali prima ancora dell’assaggio. Tutte queste piccole accortezze facilitano la sua decisione d’acquisto.
Content Creation
Spostiamoci ora nell’ambiente digitale. Su un sito o su un banner pubblicitario, la componente visiva diventa l’innesco per stimolare l’appetito e accendere una percezione sensoriale a distanza. Le immagini e i brevi contenuti video devono compensare l’assenza del profumo e del gusto.
Attraverso scatti fotografici studiati nella resa delle consistenze o brevi filmati dinamici che mostrano la preparazione di una ricetta, l’azienda attiva un vero e proprio stimolo sensoriale nell’utente. L’impatto delle immagini trova poi un alleato fondamentale nel copywriting evocativo: descrivere con parole accurate la croccantezza di un impasto o le sfumature aromatiche di un olio trasforma una semplice lettura in un’esperienza d’assaggio guidata nell’immaginazione, che ha l’obiettivo di accendere nell’utente la voglia di testare il prodotto nel mondo reale.
Social media
Le relazioni con il proprio pubblico si coltivano giorno dopo giorno anche sui social. Qui, è possibile aprire le porte del brand agli utenti: i social diventano lo spazio dove raccontare la quotidianità della produzione, la selezione delle materie prime e l’importanza alla cura dei dettagli.
Una comunicazione trasparente sui social abbatte le distanze e, soprattutto, umanizza il brand. L’interazione si rafforza ulteriormente quando si creano vere e proprie community intorno al prodotto, dove gli appassionati si scambiano opinioni e commenti. Quando il brand risponde alle loro domande e si mostra ricettivo verso i loro suggerimenti si genera un clima di partecipazione, capace di trasformare un consumatore occasionale in un vero e proprio sostenitore del brand.
Digital Advertising
Per fare in modo che la narrazione del marchio raggiunga un pubblico sempre più ampio, è indispensabile affidarsi a campagne pubblicitarie a pagamento. Oltre ai classici canali, come la cartellonistica, la radio e la televisione, assume sempre più un peso il digital advertising, il quale si articola attraverso sponsorizzate sui motori di ricerca e sui social.
Attraverso gli annunci su Google è possibile farsi trovare da chi sta cercando online esattamente quel determinato alimento. Allo stesso tempo, le inserzioni sui social network permettono di mostrare annunci visivi a utenti selezionati in base ai loro gusti e stili di vita: così facendo è possibile accendere il desiderio latente verso un prodotto che non stavano al momento cercando.
Altrettanto importanti sono gli interventi di remarketing. Tramite il tracciamento delle sponsorizzate è possibile osservare gli utenti che, ad esempio, sono atterrati sull’e-commerce aziendale, ma non hanno concluso l’acquisto. Il “remarketing” prevede la generazione di annunci di richiamo personalizzati utile a “ricordare” e spingere l’utente verso l’acquisto non concluso.
Strategia SEO
Tra gli strumenti del food marketing va citata anche la SEO, che permette ai contenuti presenti sul sito del brand (pagine prodotto e articoli del blog) di posizionarsi in maniera organica tra i risultati forniti dai motori di ricerca.
Attraverso la SEO, il brand verrà consigliato ogni qualvolta un utente farà ricerche relative a prodotti specifici o anche a consigli di cucina. Per far sì che i contenuti appaiano nei primi posti della SERP (la lista dei risultati che Google fornisce ogni volta che si digita una ricerca), così come nell’AI Overview, il consulente SEO analizzerà i vari intenti di ricerca presenti in rete e strutturerà contenuti originali in grado di rispondere in maniera completa alle varie domande degli utenti.
Influencer marketing
Infine, per amplificare la credibilità dell’offerta può essere utile l’apporto dell’influencer marketing e dei testimonial. Collaborare con chef accreditati, esperti del settore o creator digitali seguiti da una community affiatata consente di beneficiare della fiducia che questi personaggi hanno saputo costruire nel tempo. Quando un volto noto racconta la storia di un ingrediente o lo utilizza nella propria cucina, trasferisce istantaneamente quel valore di affidabilità e prestigio al prodotto stesso, rassicurando il pubblico sulla qualità della scelta.
Il Mulino Bianco: uno degli esempi di food marketing meglio riusciti
Nel panorama del food marketing italiano, Mulino Bianco rappresenta senza dubbio uno degli esempi di maggior successo su come un marchio possa entrare nell’immaginario collettivo di un intero Paese.
Lanciato negli anni Settanta dal gruppo Barilla, il brand è riuscito a costruire e posizionare sul mercato un’idea di colazione e di merenda ancorata ai concetti di genuinità, tradizione e calore familiare.
Ripercorrendo gli strumenti del food marketing citati nei paragrafi precedenti, Mulino Bianco ha effettuato delle scelte che in un certo senso potremmo definire rivoluzionarie. Partiamo dal packaging.
All’epoca del lancio, tutti i produttori di biscotti utilizzavano confezioni trasparenti. La scelta del giallo paglierino diede vita a un vero e proprio punto di rottura visivo sugli scaffali, in grado di attrarre l’attenzione visiva degli avventori dei supermercati. Inotre, oggi il packaging è caratterizzato da materiali riciclabili, simbolo dell’attenzione dell’azienda alla sostenibilità e alla richiesta di un minor impatto ambientale da parte del consumatore contemporaneo.
Il logo poi, con il suo celebre mulino in mezzo alle spighe di grano, non si limita a identificare un’azienda, ma sintetizza un mondo di valori fatto di vita rurale, semplicità e ingredienti selezionati.
Questi valori si esprimono al meglio attraverso lo storytelling aziendale del Mulino Bianco. La narrazione si è mossa dalle primissime campagne pubblicitarie basate sul mito del “Mulino” inteso come luogo fiabesco e incontaminato, fino agli spot più recenti centrati sulla dimensione relazionale della famiglia e della colazione quotidiana. Il brand ha sempre offerto un’esperienza emotiva: il riparo dalla frenesia della vita moderna, la riscoperta degli affetti e il piacere dei gesti semplici.
Anche in termini di coinvolgimento del pubblico, Mulino Bianco è stato all’avanguardia. Negli anni ’80 e ’90 tramite la raccolta punti e le “sorpresine” ha fidelizzato intere generazioni di bambini e genitori.
Con il passare degli anni il brand si è anche saputo adattare ai trend sulla salute e sulla sostenibilità. Ha introdotto linee dedicate alle farine integrali, prodotti senza zuccheri aggiunti o senza glutine, e ha promosso progetti di sostenibilità agricola come la “Carta del Mulino”, un disciplinare per la coltivazione sostenibile del grano tenero redatto in collaborazione con organizzazioni ambientaliste.
Ogni storia, sia nel settore del Food & Beverage, sia negli altri settori merceologici aziendali, deve essere affidata a narratori capaci e competenti, attenti a privilegiare trasparenza, affidabilità e coerenza, ingredienti immancabili per generare una relazione di fiducia. In Master Communication siamo pronti a raccontare la tua prossima storia: nella nostra agenzia di PR e Ufficio Stampa troverai tutta la professionalità e serietà necessarie per dar vita a una comunicazione affidabile e vincente. Contattaci senza impegno per una consulenza!


