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12 Maggio 2026Chi lavora nella comunicazione sa bene che il successo di un messaggio dipende in gran parte dalla sua accessibilità. Tuttavia, con questo termine non si fa riferimento solo alla capacità del messaggio di risultare comprensibile al proprio pubblico, ma anche alle modalità e agli strumenti per la sua fruizione. In un mondo in cui le informazioni corrono principalmente online è doveroso fare una riflessione sull’accessibilità digitale.
Che cosa si intende con questo termine? Semplificando all’osso il concetto, i contenuti digitali devono poter essere utilizzati da chiunque, anche da coloro che convivono con problematiche legate all’udito, alla vista e alla comprensione.
Quindi, come rendere il web accessibile? Nelle prossime righe osserveremo tutti quei piccoli grandi accorgimenti che ogni azienda e organizzazione dovrebbe adottare per la propria comunicazione digitale. Inoltre, ci soffermeremo anche su cosa dice la normativa italiana e europea in merito.
Che cos’è l’accessibilità digitale?
Forniamo innanzitutto una definizione di accessibilità digitale. Viene descritta come la possibilità da parte di ogni persona di utilizzare siti web, applicazioni, piattaforme e servizi online in modo semplice, autonomo e senza discriminazioni.
Per rendere tutto ciò possibile è necessario progettare gli strumenti digitali tenendo conto delle difficoltà degli utenti con disabilità fisiche, sensoriali o cognitive.
In una società in cui gran parte delle attività quotidiane si sviluppa attraverso il digitale, l’accessibilità non può essere un semplice dettaglio tecnico. Ormai facciamo acquisti online, controlliamo i nostri conti attraverso le app di home banking e prenotiamo visite mediche tramite i portali sanitari.
Se questi ambienti non tengono conto delle barriere con cui convivono moltissime persone, il risultato finale è l’esclusione di una fetta importante della popolazione da tutta una serie di operazioni a dir poco essenziali per la nostra routine.
Perché l’accessibilità riguarda tutti?
Uno degli errori più comuni è pensare che l’accessibilità digitale riguardi solo le persone con disabilità. In realtà, molte soluzioni progettate per eliminare barriere specifiche migliorano l’esperienza di un pubblico molto più ampio.
I sottotitoli, ad esempio, sono indispensabili per le persone con disabilità uditiva, ma al tempo stesso risultano utili anche a chi guarda un video in un ambiente rumoroso. Un contrasto adeguato tra testo e sfondo è fondamentale per chi ha difficoltà visive, ma rende la lettura più comoda per tutti, soprattutto da smartphone o in condizioni di luce non ottimali.
L’accessibilità digitale, quindi, non è qualcosa pensato esclusivamente per una fascia della popolazione, ma è per tutti. La potremmo definire come un criterio di qualità, in quanto rende il web più semplice, efficace e inclusivo.
Quali sono i principi di accessibilità sul web?
L’accessibilità digitale si fonda su quattro principi che vengono chiaramente definiti nella normativa europea (la vedremo nel dettaglio più avanti).
Percepibile
Un contenuto è percepibile quando informazioni e componenti dell’interfaccia sono presentati in modo che gli utenti possano rilevarli attraverso almeno uno dei propri sensi o tramite tecnologie assistive.
Nella pratica un contenuto diventa percepibile quando è coadiuvato dai sottotitoli in un video oppure quando i testi alternativi delle immagini diventano utili per i non vedenti. Tutti questi accorgimenti offrono alternative che si concretizzano nella possibilità di fruizione da parte di tutti.
Utilizzabile
Il principio dell’utilizzabilità riguarda la possibilità di interagire con l’interfaccia e navigare tra i contenuti senza incontrare blocchi. Un sito accessibile deve permettere agli utenti di effettuare senza problemi le principali azioni che solitamente si compiono su una pagina web:
- aprire menu;
- compilare moduli;
- cliccare pulsanti;
- consultare sezioni;
- avviare o interrompere contenuti multimediali.
La navigazione dovrebbe essere possibile anche senza mouse. Bisognerebbe evitare elementi lampeggianti o sfavillanti, in quanto potrebbero risultare disturbanti o creare difficoltà a alcune persone.
Comprensibile
Un sito o un’app sono comprensibili quando le informazioni sono chiare e il funzionamento dell’interfaccia risulta prevedibile. La lingua utilizzata deve essere coerente, i testi devono evitare ambiguità inutili, le istruzioni devono essere visibili e i passaggi devono seguire una logica riconoscibile.
Il percorso dell’utente all’interno del sito deve essere prevedibile. Le strutture non devono cambiare da una pagina all’altra e l’interpretazione delle informazioni deve essere facilitata riducendo il carico mentale necessario per compiere determinate azioni.
Robusto
Un contenuto è robusto quando può essere interpretato in modo affidabile da browser, dispositivi e tecnologie assistive. Non basta che una pagina appaia corretta a un utente che naviga in condizioni standard. Deve funzionare anche utilizzando uno screen reader e tutti gli altri strumenti assistivi pensati per le persone con disabilità.
L’importanza della progettazione
Il concetto di accessibilità digitale si sviluppa a partire dalle fasi di progettazione dei contenuti. Le scelte orientate verso i principi visti nella sezione precedente si riflettono sia sul design, sia sulle modalità comunicative adottate.
Ma come si traducono nella pratica i principi di accessibilità digitale?
Per favorire l’accesso alle persone con disabilità visiva, è necessario creare contenuti compatibili con gli screen reader, strumenti che leggono a alta voce ciò che appare sullo schermo. Le immagini dovrebbero essere accompagnate da testi alternativi per i non vedenti quando trasmettono informazioni rilevanti. I colori vanno scelti con attenzione, assicurando un contrasto sufficiente tra testo e sfondo.
Per i contenuti audio e video, sottotitoli e trascrizioni sono elementi essenziali. I primi consentono di seguire un filmato anche senza ascoltare l’audio, mentre le trascrizioni rendono consultabile il contenuto in forma testuale. Le audiodescrizioni aiutano chi non può vedere pienamente le immagini a comprendere ciò che accade in un video. Nei webinar, anche la lingua dei segni può contribuire a rendere la comunicazione più inclusiva.
Le interfacce devono essere fruibili anche da chi presenta difficoltà motorie. A tal fine risulta utile la predisposizione per la navigazione da tastiera, l’inserimento di comandi vocali, pulsanti ben dimensionati e facili da cliccare. In pratica, tutto ciò che facilita l’interazione senza il bisogno di movimenti rapidi e precisi aumenta il livello di accessibilità di un sito web.
Questa carrellata di accorgimenti ci dimostra che l’accessibilità digitale non dipende da una singola azione, ma è piuttosto un insieme coerente di accortezze che rendono l’esperienza sul web più inclusiva.
Cosa dice la normativa sull’accessibilità digitale?
L’accessibilità digitale non è semplicemente una scelta etica. Nel corso degli anni sono state introdotte diverse normative a livello nazionale e europeo per regolare la materia.
Uno dei riferimenti più importanti è la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che richiama il diritto alla piena partecipazione alla società e all’accesso alle informazioni. L’accessibilità, in questa prospettiva, non riguarda soltanto gli edifici, i trasporti o gli spazi fisici, ma ovviamente anche gli ambienti digitali.
A livello europeo, il tema si collega alla Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea e a specifiche direttive dedicate all’accessibilità. Una delle principali è la Direttiva UE 2016/2102, che riguarda l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni mobili degli enti pubblici.
Un altro riferimento europeo rilevante è la Direttiva UE 2019/882, conosciuta anche come European Accessibility Act, che estende l’attenzione all’accessibilità di prodotti e servizi. Il suo obiettivo è favorire una maggiore uniformità nel mercato europeo e rendere più accessibili le interfacce utilizzate nella quotidianità, come ad esempio app di home banking e e-commerce.
In Italia, il principale riferimento è la Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, nota come Legge Stanca. Questa norma disciplina l’accessibilità degli strumenti informatici e stabilisce che i sistemi digitali debbano essere progettati in modo da non escludere le persone con disabilità. La legge appena citata ha contribuito a definire un quadro di riferimento per siti, applicazioni e servizi informatici nel nostro Paese.
Il quadro italiano è stato poi aggiornato dal Decreto legislativo n. 106 del 10 agosto 2018, con cui è stata recepita la Direttiva UE 2016/2102 sull’accessibilità dei siti web e delle app mobili degli enti pubblici.
Un ruolo importante è svolto anche da AGID, l’Agenzia per l’Italia Digitale, la quale ha definito le Linee Guida sull’accessibilità degli strumenti informatici, in vigore dal 10 gennaio 2020, rivolte alla Pubblica Amministrazione.
I vantaggi dell’accessibilità digitale per le aziende
Adattare la comunicazione d’impresa ai principi dell’accessibilità digitale può determinare numerosi vantaggi per le aziende stesse.
Partiamo dagli aspetti pratici: un sito accessibile è in grado di rivolgersi a una platea molto più ampia senza escludere nessuno. Rimuovere le barriere significa evitare che potenziali clienti, stakeholder o utenti interessati vengano esclusi per ragioni tecniche o progettuali.
Al tempo stesso, una soluzione accessibile offre una migliore esperienza utente. In fondo, un’interfaccia con un percorso di navigazione semplice e intuibile rende il sito più efficace per chiunque.
Tenere a mente l’accessibilità per la propria comunicazione digitale conduce anche a importanti vantaggi reputazionali. Attraverso la sua integrazione, l’azienda mostra un’attenzione concreta verso le persone. Non si limita a dichiarare il valore dell’inclusione, ma lo traduce in scelte visibili nei canali aziendali.
Accrescere la reputazione del brand significa anche aumentare la fiducia nei suoi confronti. Un’azienda che non esclude gli utenti dai propri contenuti digitali rafforza la propria credibilità. In Master Communication crediamo fortemente nei principi dell’accessibilità e siamo pronti a rendere la tua storia comprensibile a chiunque: contattaci senza impegno per una consulenza!



